
Emblema centrale di un mosaico pavimentale greco-romano (200-100 a.C.) rinvenuto durante la costruzione della nuova biblioteca di Alessandria, in Egitto.
Le tessere sono talmente piccole (1-2 mm di lato) da riuscire a dare un effetto quasi pittorico. Si tratta della tecnica conosciuta nell’antichità come ‘opus vermiculatum’.
via Didatticarte

Eccezionale.
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Non lo sapevo neanche io, non nei dettagli cronologici!
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Che tecnica…
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Sarà che sono molto ignorante in materia, sarà che han calcato molto di più la mano sul gatto, nell’antico Egitto e sarà che è dal medioevo/rinascimento che l’iconografia canina si sviluppa maggiormente e viene celebrato l’animale in modo significativo… beh, in pratica mi sono fatto ingannare! 😉
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Famose un po’ de curtura canina, va’…
https://www.lastampa.it/la-zampa/altri-animali/2021/03/06/news/anche-gli-antichi-egizi-amavano-cani-e-gatti-un-cimitero-lo-dimostra-ancora-di-piu-1.39989629
http://storiadelcane.altervista.org/egitto-.html
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Ho controllato. Egitto e cane, insieme dall’antichità…
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L’ho cercato perché non lo conoscevo: tenerello!
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Sicuro? A parte “cave canem”… In ogni caso, questo è riprodotto davvero bene!!!
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Che strano: non capita quasi mai la celebrazione del cane nell’antichità… e se poi parliamo di Egitto, men che meno!
Vien voglia di fargli le coccole! 😀
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Fa venire in mente il logo della casa discografica HMV
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