
Quello che distingue una libreria da una pila casuale di libri è la cura. In una biblioteca pubblica, è il lavoro del bibliotecario che ordina la collezione in base alle esigenze della comunità. Nel caso di una libreria personale, la comunità è formata dal lettore che è anche bibliotecario.
da un articolo di Freya Howarth
Psyche, 14 settembre 2022
Secondo Cicerone, con una libreria e un giardino si ha tutto quello che serve. Anche se ci possono essere anche altre priorità più prosaiche, è una buona idea, e non solo per me. Lavorando in un negozio di libri per dieci anni, ho incontrato tante persone che erano molto interessate ai libri che leggevano e molte altre che attribuivano anche un grande valore alla libreria in se stessa: quella cosa che si espande selvaggiamente, caoticamente, o, magari, con metodo, logica e organizzazione attraverso l’accumulo di libri nel tempo.
Quello che distingue una libreria da una pila casuale di libri è la cura. In una biblioteca pubblica, è il lavoro del bibliotecario che raccoglie una collezione che corrisponde alle esigenze della comunità. Nel caso di una libreria personale, la comunità è formata dal lettore che è anche bibliotecario. Questo significa ogni libreria sarà diversa da tutte le altre.
Molti costruiscono la propria collezione secondo il criterio “libro-chiama-libro”: si compra un libro interessante in una negozio di libri, lo si legge, lo si ripone su uno scaffale, e si ricomincia. Una bella libreria è come un paesaggio in cui i libri diventano parte di qualcosa di più grande, formando qualcosa di completamente unico che può servire da:
– archivio di ricordi, anche personali, un modo per riscoprire e ripercorrere idee e sentimenti, e anche per offrire il piacere di rileggere;
– uno strumento di ricerca che permette di incontrare nuove idee, e
– una fonte di vari piaceri: svago, evasione, conforto, bellezza, ispirazione e sorpresa.
[…] Il paradosso delle librerie del nostro tempo è che tendono ad estendersi ma hanno anche bisogno di essere selettive e delimitate: una gocciolina di materiale in un mare apparentemente illimitato di contenuti. Creando una libreria, si pongono dei limiti all’illimitato.
Quando Internet ci attira con le sue promesse di poter trovare tutto solo con una ricerca su Google, decidere di cercare invece in un singolo libro scelto per sé può sembrare un atto radicale di attenzione.
È anche una forma di fuga dal vortice incessante, una sequenza temporale tonificante in uno spazio dove i libri di epoche e luoghi diversi sono accostati gli uni agli altri e si parlano come gli ospiti di una festa di fantasia dove si possono invitare le persone desiderate, vive o morte.

Una libreria è autobiografica
Parte del valore di una libreria personale deriva dal fatto che può disegnare e contribuire a formare la propria identità e i percorsi intellettuali nei loro cambiamenti e nella loro crescita.
Il mio interesse per le librerie risale all’amore per la lettura dei miei genitori. In una foto di quando ero piccola, sono in braccio a mio padre mentre mi legge una storia. Sullo sfondo, una parete di libri.
La mia prima libreria personale è iniziata con un paio di scaffali in camera mia. Ricordo quanto fosse importante per me avere i miei separati da quelli dei miei genitori. Alcuni di quei libri sono ancora nella mia libreria che, come me, è cresciuta intorno a loro e ha avuto sempre un ruolo centrale nella formazione della mia identità, con alcuni volumi diventati punti di riferimento per i miei valori e interessi.
A Melbourne, nel bel mezzo di un lungo lockdown durante il Covid, mi sono trasferita in una casa con giardino (Cicerone approverebbe) e in una stanza senza scaffali. Dopo numerosi tentativi di ordinarli online, ho impilato i miei libri sul pavimento, su una cassettiera, sui comodini, sulla scrivania, e per la prima volta ho sentito l’intero peso della mia libreria, un volume di volumi, oggetti a me cari e di cui ero responsabile, che dovevo proteggere dai danni che un autunno umido e gli spifferi delle finestre stavano provocando ai miei libri.
E non c’è niente come la sfida dell’imballaggio dei libri per capire come una libreria, per quanti piaceri e vantaggi possa offrire, possa anche diventare un carico. È per questo che ogni tanto sarebbe bene pensare ai libri di cui si ha veramente bisogno e che si desidera portare con sé nei vari spostamenti della vita. Come un giardino, una libreria tenderà a diventare più ricca e appagante dopo una sfrondatura strategica.
Passare al vaglio la collezione esistente
Escludendo l’opzione di cominciare da zero, prendete in considerazione che i libri che avete accumulato negli anni possono dire molto sui vostri gusti e interessi. Sono quelli che dimostrano dove siete stati e rappresentano idee e argomenti che potreste voler esplorare ancora.
[…] Può essere d’aiuto raggruppare i libri in categorie, inizialmente molto generali, come romanzi, saggistica, o generi più ampi come ‘storia’, ‘filosofia’ e così via, un po’ come accade nelle sezioni di un negozio di libri o di una biblioteca. Procedendo, potreste realizzare che una certa categoria sarebbe necessario dividerla in sub-sezioni. Alcune sezioni, invece, potrebbero non aver bisogno di questa operazione: se non leggete molti romanzi, raggrupparli insieme potrebbe bastare.
Attraverso questo processo di suddivisione e classificazione, soprattutto osservando le categorie che hanno generato più sub-categorie, inizierete a farvi un’idea della vostra vita da lettore e dei vostri gusti fino al momento presente, un’indicazione piuttosto chiara sugli interessi più specifici rispetto ad aree, generi e temi, che vi potrà essere d’aiuto nell’organizzazione degli acquisti futuri.

Decidere quali libri tenere e quali dare via
Una fase importante della valutazione e della categorizzazione è quella che serve a capire quali libri hanno ancora un valore per voi (vuoi informativo, o sentimentale, o altro). Quindi, individuate quelli che volete tenere e quelli che invece potete donare. Ogni tanto, una “potatura” serve a schiarirsi le idee sui propri gusti e interessi e, ovviamente, a creare dello spazio per nuovi libri più ponderati.
Durante questa operazione, invece di formare le solite pile di “tenere” o “donare”, cercate di essere più specifici. Potrebbe essere, inizialmente, utile dividere i libri in “letti” e “non letti”.
Poi, tra i libri già letti, potete individuare quelli che avete amato particolarmente e che intendete rileggere in futuro (tenere), altri che non avete ben capito quando li avete letti ma ai quali avete continuato a pensare, che potreste provare a leggere di nuovo (tenere), altri ancora che vi sono piaciuti ma che non vi sono rimasti veramente impressi e che oggi non ricomprereste (donare) e quelli che avete abbandonato a metà e non avete voglia di continuare (donare).
Tra quelli che non avete letto, potreste cercare libri che avete sempre desiderato leggere (tenere), altri che ricomprereste (tenere), altri che pensavate avreste letto o utili per ricerche su un tema particolari, ma che non vi servono più (donare).
Letti o non letti, i libri sono oggetti particolarmente belli, o legati a momenti, luoghi, persone o ricordi particolari che probabilmente vale la pena conservare, anche se non siete sicuri di (ri)leggerli veramente.
Queste categorie non sono esaustive, ma potrebbero offrirvi un punto di partenza per creare il vostro metodo di classificazione. Per alcune persone, liberarsi dei libri è una missione quasi impossibile, mentre per altri riescono a essere severi e decisi quando si tratta di ridurne la quantità. In ogni caso, malgrado la sfrondatura possa essere un passo molto utile, non c’è bisogno di forzarsi di eliminare un libro quando non si è sicuri. Potrebbe funzionare anche una categoria “forse”, per un po’ di tempo. A volte, si riscopre un libro anni dopo e si è contenti di averlo tenuto.
Infine, se siete interessati a un particolare argomento, pianificate lo spazio da dedicargli.
Aggiungi profondità e respiro alla libreria con “libri che parlano tra loro”
Dopo aver valutato la propria collezione personale, arriva la parte forse più entusiasmante: la possibilità di acquistare altri libri. Sì, ma quali? Tanto per cominciare, i libri stessi sono una guida eccellente sulle letture seguenti. Sono un insieme di suggerimenti e riferimenti, così leggerne uno è come leggere una mappa. Si aprono percorsi verso tutte le direzioni, verso il passato e i libri che hanno influenzato un autore o verso il futuro e i libri che sono stati influenzati da quell’autore.

Chiedete consigli, ma lasciate posto alle scoperte casuali
Se acquistate solo libri che siete sicuri vi piaceranno, questo metodo (certamente affidabile) potrebbe rivelarsi, alla lunga, un po’ monotono. A volte i libri migliori sono quelli che meno vi aspettate; altre volte, leggere un “brutto” libro può essere una pausa per ricalibrare e riconfermare i vostri gusti.
[…] Anche lasciar fare al destino e acquistare un libro da una bancarella può essere una buona idea.
Il mondo dei libri di seconda mano, parte di un fiorente ecosistema che coinvolge anche i negozi, offre il piacere di una caccia al tesoro e spesso i prezzi sono stracciati. Basta osservare con la mente aperta, pronta alla possibilità trovare libri inaspettati, o magari proprio quello che stavate cercando.
L’ordine nella libreria
Ci sono molti modi per organizzare i libri, quindi eviterei le regole. Come i punti affrontati sopra, quello di essere anche il proprio bibliotecario ha il vantaggio di poter fare le scelte più adatte a sé. Si possono dividere per genere o tema, ordinare alfabeticamente, ecc., o mischiando le diverse strategie. A meno che non aderiate severamente al sistema decimale Dewey (che anche le biblioteche pubbliche stanno abbandonando), a volte vi troverete a conciliare decisioni contraddittorie.
[…] Dopo aver deciso i principi basilari per l’organizzazione della libreria nel suo complesso, potreste anche voler trovare un sistema che vi aiuti a navigare tra i singoli volumi. Se non volete prenderne annotarli separatamente, potreste prendere in considerazione l’idea di creare un indice personalizzato alla fine del libro, mentre lo state leggendo, segnandovi magari i numeri di certe pagine e qualche parola che fa parte di una frase che, proprio lì, avete trovato interessante.
Un’organizzazione accurata permette di godere di tutti i vantaggi e i piaceri che la libreria vi può offrire. Per esempio, raggruppare i “libri che parlano tra loro” rende più facile ricordarsi i collegamenti fatti durante la lettura, e una possibile rilettura.
Tuttavia, nel tempo le librerie hanno l’abitudine di crescere in modo un po’ caotico. Alcuni libri non sono facili da classificare e i confini tra le sezioni tendono a confondersi. Non c’è nulla di male, anche in questo caso: una libreria dovrebbe essere leggermente caotica e contraddittoria (dopotutto, i contenuti saranno inevitabilmente in disaccordo tra loro). Una libreria perfettamente armonizzata sarebbe qualcosa di piuttosto noioso e insipido.

Avevo già affrontato l’argomento in questo post

Attendo il terzo articolo 🙂
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Sto preparando anche un altro post sulle varie esperienze di scrittori. Grazie per l’informazione, proverò a cercare in rete qualcosa di Recalcati su questo tema!
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Molto bello questo articolo!
Mi piace la questione “autobiografia”.
Massimo Recalcati ci ha scritto un libro chiamandolo “una vita e i suoi libri”, mostrando come una vita può essere raccontata tramite i libri che si sono letti!
Personalmente, non avendo ancora trovato una dimora definitiva, ho i libri sparsi in 3-4 punti in casa (oltre che negli scatoloni)
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