Arcano

Abbiamo molte parole per indicare qualcosa di segreto. Hanno dimensioni, sfumature e intensità diverse — pensiamo all’aura dei particolari intimi o confidenziali, alle illegittimità del clandestino, alla discrezione del luogo appartato o riposto.

da unaparolaalgiorno

Immagini:
– a sinistra, Emanuele Luzzati, L’Arca di Noè;
– a destra, Carlo Santi, ciesseedizioni.it, L’Arca dell’Alleanza (screenshot).

SIGNIFICATO: misterioso, segreto; mistero.
ETIMOLOGIA: voce dotta recuperata dal latino arcanus ‘segreto’, letteralmente ‘che è riposto in un’arca’.

L’idea è sempre quella di una separazione, di una protezione dalla piena e pubblica evidenza.
Però ci sono dei ‘segreti’ che hanno una serietà speciale: sono quelli dell’esoterico, dell’occulto, quelli che hanno un taglio misterico, iniziatico, e magari velano verità che riguardano il tessuto stesso del reale. In questo campo di segreti, l’arcano spicca con grande carisma — ma con qualche problema.

Già, perché a differenza del celato, dell’occulto e simili, che direttamente col loro significato ci squadernano un no-no, questo è nascosto, l’arcano interpone un riferimento un po’ strano — perché è completamente desueto, e quindi coglierlo nella sua forza non è facilissimo. Se parliamo di ‘arca’ che cosa ci viene in mente?

Probabilmente l’arca di Noè, e I predatori dell’arca perduta. Entrambi sono riferimenti (di diverso tenore) ad arche bibliche — peraltro dall’apparenza molto diversa.
Una è essenzialmente una nave, con cui Noè scampa al Diluvio in famosa compagnia; l’altra, l’Arca dell’Alleanza, è la più formidabile reliquia della narrazione biblica, lo scrigno in cui sono conservate le Tavole della Legge, tramite cui Dio si manifesta potentemente.
Come si riducono a un concetto unico di ‘arca’?

Diciamolo subito, a fuorviarci è l’arca di Noè, così chiamata per ardita metafora: se la pensiamo piuttosto come lo scrigno di Noè, tutto si fa più chiaro.

L’arca è un contenitore, una cassa che contiene qualcosa di prezioso. Il suo stesso nome (uguale in latino) è un derivato di arcére ‘tener lontano, proteggere’: ciò che contiene deve essere allontanato dal resto — stoffe preziose, gioielli, libri, reliquie che sia.
Ora, un cassone di legno, per quanto rinforzato e decorato, non è più il prototipo del luogo sicuro e sacro in cui si tiene protetto qualcosa. Oggi piuttosto la nostra verve immaginativa corre a caveau e simili. Ma lo è stato per quella cascata di secoli sufficiente a inchiodare eternamente l’arcano come il ‘supremamente segreto’.

Nell’arca non si celano dossierucci riservati, né chincaglierie vanesie. Nell’arca si cela qualcosa che ha una dignità e un potere tale da dover giacere inaccessibile in penetrali ultimi. Questa è la misura di mistero, di ignoto che c’è nell’arcano. Con una doppiezza sottilissima, che vale sia per l’arcano-aggettivo (misterioso) sia per l’arcano-sostantivo (mistero).
Non è arcano solo perché deve essere protetto dal pubblico profano: è arcano anche perché il pubblico profano deve esserne protetto.

I segreti arcani celati in una camera del tempio, tenuta sigillata dalla colonna che regge l’intero edificio, non sono solo sacri, da non violare: possono essere distruttivi, fatali. Il volere arcano dell’entità superiore non è solo inaccessibile: può squagliare una mente e la sua hybris di sapere.

[…] È una parola che fa correre la fantasia, perché è precisa misura della brama di conoscenza e dell’esclusione della conoscenza, del richiamo del sacro, della sua inviolabilità e del suo pericolo. Col sorriso sveliamo l’arcano di dove sono finiti i mandarini (qualcuno ha imparato ad aprire il frigorifero…) — e nella normalizzazione ironica di questo genere echeggiamo, scimmiottiamo una vertigine tremenda.

19 pensieri riguardo “Arcano

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  1. Ah, grazie per l’incoraggiamento. Avevo preparato qualcosa che, probabilmente, sarà ‘na roba miserella, ma tant’è…
    Lei è stata molto gentile con me, quindi magari le chiedo il permesso e, se me lo darà, mi butto! 😀

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  2. Comunque, ora che ci penso, o meglio, che mi ci hai fatto pensare tu, mi fa specie che il sito che mi manda le “parole” non abbia parlato degli arcani dei tarocchi…

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  3. Ma io avevo un’amica che “pareva” brava. Certo, quando li faceva a me la cosa non aveva molto valore, visto che sapeva tutti i fatti miei. Comunque, un po’ me ne aveva parlato. Poi abbiamo perso i contatti.
    Il libro l’ho comprato molto dopo, e so anche che esistono diversi tipi di tarocchi, quindi la faccenda si faceva troppo complicata per me…

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  4. Sì, lo so. Una volta, presa dalla curiosità e, forse, su consiglio di una che era esperta, ho comprato anche un libro, ma poi l’ho lasciato lì perché quel linguaggio mi era decisamente estraneo

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  5. Nei tarocchi ci sono gli arcani maggiori e i minori. Vanno letti entrambi senza fare distinzione.
    Qui il termine arcano è usato come metafora di un messaggio segreto contenuto nella carta che si andrà a esaminare

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