
A Milano, la galleria DEP ART gli ha dedicato una mostra che dura fino al 27 gennaio 2024. Ho cercato un po’ di immagini in rete, ed eccole qua…
[Grazie a Marina che mi ha fatto conoscere un artista che mi è piaciuto molto.]

da artribune
Dep Art Gallery Milano è lieta di annunciare la mostra “Giuseppe Uncini”. Realizzata in collaborazione con l’Archivio Uncini, con la curatela di Demetrio Paparoni e il Patrocinio del Comune di Milano, la mostra propone una lettura completa della sua produzione artistica, partendo dagli anni ’60 all’ultimo periodo.





Le immagini inserite fin qui sono tratte da artsupp.

Cemento con due cuciture in ferro, 1961; da fondazioneartecrt.it
La mostra si snoda attraverso la lettura di opere selezionate, che coprono un arco temporale dal 1961 al 2007. Questa selezione permette di esplorare tutti i cicli principali dell’artista, tra cui Cementoarmato, Mattoni, Ombre, Dimore, Spazi di ferro e Architetture.
Come fa notare il curatore Demetrio Paparoni: “gli anni Sessanta del Ventesimo secolo furono un periodo di grande fermento artistico, e Uncini, pur essendo influenzato dall’astrattismo materico europeo degli anni Cinquanta, ha cercato una ‘terza via’, concependo l’opera come una struttura autoportante, sintesi di una forma pura”.

Senza titolo, 2004.

Cementarmato, 1961.

Le immagini inserite fin qui sono tratte da galleriafumagalli.com
Nell’opera di Uncini è evidente come la sua ricerca si sia evoluta dal vissuto e della sua esperienza personale, soprattutto della vita da sfollato, durante la Seconda guerra mondiale, la famiglia di Uncini si trasferì infatti da Fabriano a Cerreto d’Esi. Dovendo interrompere gli studi, Uncini fu profondamente influenzato dalla vita quotidiana del paese, arricchendo la sua vocazione artistica con abilità manuali e tecniche osservate nei mestieri locali.
Dopo la guerra, Uncini si trasferì a Roma, dove iniziò il suo tirocinio artistico, in un periodo di rinascita post-bellica in Italia, con un’effervescenza di iniziative artistiche in città come Roma, Milano e Torino. La coerenza con l’idea iniziale è evidente durante tutti i conseguenti cicli produttivi e hanno reso Uncini uno degli artisti più riconoscibili e apprezzati nella generazione del dopoguerra.


da artuner.com

Non lo conoscevo neanche io, lo ha segnalato un’amica blogger!
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Grazie, non lo conosco e avrei sottovalutato la mostra
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Questa è una di quelle forme d’arte che non riesco ad apprezzare.
A guardar le foto, non percepisco bellezza, ma piuttosto un disagio (probabilmente proveniente proprio dalle sue esperienze)
PS: non ci capisco nulla di arte, parlo da assoluto ignorante
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Piaciuto molto, molterrimo!!!
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Grazie a te di questo approfondimento necessario sull’artista e le sue opere. E contenta assai che ti sia piaciuto.
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