Internet: persone e bot

Nel 2021, il web sembrava morto perché gli algoritmi inducevano gli umani ad agire come robot. Ora i robot scrivono post come le persone. Nel frattempo, si è diffusa la “teoria della morte di internet”.

da un articolo di Alex Hern
The Guardian, TechScape,
30 aprile 2024

NOTA: articolo tagliato, editato e tradotto liberamente in estratto.
Immagine da Uniontel.


Io so di essere reale. E tu, caro lettore, sai di essere reale. Ma non ti viene mai il sospetto che qualcun altro su internet abbia un comportamento strano? Che lo spazio che eri abituato a frequentare sia un po’… morto? Non sei l’unico. “La teoria della morte di internet” ha preso piede quasi tre anni fa, in seguito alla diffusione di un saggio di Kaitlyn Tiffany sull’Atlantic:

La teoria della morte di internet sostiene che il web sia ormai quasi totalmente dominato dall’intelligenza artificiale. Come molte altre teorie cospirative in rete, sta trovando il suo pubblico grazie a un dibattito condotto da un misto di persone genuinamente convinte, trollatori sarcastici e amanti delle chiacchiere da bar. Ma a differenza di molte altre teorie complottiste, questa contiene un briciolo di verità. Persona o bot: cambia davvero qualcosa?

[traduzione della citazione da Internazionale, 16 dicembre 2021]

simbolo di IlluminatiPirate

Intorno a quell’idea centrale, la versione della teoria del 2021 ha preso strane direzioni. Un suo sostenitore, scrisse Tiffany, “suggeriva che internet fosse morta nel 2016 o all’inizio del 2017, e che ora fosse diventata ‘vuota e senza persone’, ‘interamente sterile’… IlluminatiPirate, così si chiama, spiegava: ‘Ho visto gli stessi thread, le stesse foto e le stesse risposte ripostate più e più volte nel corso degli anni’ ”.

Nel 2021, internet sembrava morta perché l’aggressività degli algoritmi induceva le persone a comportarsi come delle macchine. Nel 2024, la situazione si è ribaltata: le macchine scrivono come le persone.

da brainfactor.it

Vorrei dare un segnale di speranza, un piccolo consiglio su come iniettare di nuovo un po’ di vitalità in rete, ma non posso. Sembra davvero che internet sia uno zombie nelle ultime fasi prima dell’apocalisse.
La buona notizia è che ci sono degli spazi sicuri, come ad esempio WhatsApp, che proteggono la privacy, e ci sono comunità più piccole, anch’esse per ora abbastanza nascoste.

Nel medio termine, mi aspetto che grandi piattaforme si accorgano di essere diventate terra desolata e si impegnino nella verifica degli account e nel controllo dell’IA per restituire un po’ di umanità ai servizi che offrono. Se non faranno in tempo, la questione resta aperta.

14 pensieri riguardo “Internet: persone e bot

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  1. Questa teoria della morte di Internet fa il paio con l’estinzione del grandi calcolatore negli anni novanta – dixit Microsoft. Ci saranno solo personal computer. Passati trent’anni e della profezia nessuno ne parlò più.

    Stesso discorso con AI che domani farà tutto lei. AI per vivere ha bisogno degli umani che la cibano con le loro idee. Se questi vengono a mancare AI morirà nel giro di pochi giorni.

    Comunque sempre interessanti sono le notizie che hai pubblicato.

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  2. Sì, entrambe le cose, ma vanno a periodi: per un po’ dicono una cosa, poi il contrario, e a impapocchiare tutto ci si mettono pure le teorie cospirazioniste (l’autrice del saggio pubblicato sull’Atlantic le liquidava come ridicole, invece mi pare che l’esperto del Guardian abbia qualche dubbio…)

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