Nostalgia

La nostalgia nasce come ‘malattia’, e lo rimane fino all’inizio del Novecento. Anche quando la troviamo in letteratura, continua ad avere una sfumatura patologica, che poi si smussa.

Immagine: locandina film di Bertrand Tavernier, 1990
(Per caso si capisce di chi ho tantissima nostalgia 😦 ? Mi manca la “casa”, la mia “patria”.)


SIGNIFICATO: desiderio malinconico del passato, di luoghi e situazioni in cui si vorrebbe tornare.
ETIMOLOGIA: composto moderno formato dal medico alsaziano Johannes Hofer nel 1688 con elementi greci, nóstos ‘ritorno’ e -algia, da álgos ‘dolore’.

Nel 1688 uno studente di medicina alsaziano di diciannove anni, Johannes Hofer, era impegnato nella stesura della sua tesi di ricerca presso l’Università di Basilea. Stava osservano una particolare affezione che pareva colpire in maniera peculiare i soldati mercenari svizzeri ingaggiati all’estero: si trattava di una mancanza di casa che acquistava un grado morboso, e che visto l’impatto sull’efficienza delle truppe suscitava un interesse medico particolare. Come chiamare questo male endemico, addirittura noto come ‘mal svizzero’ (Schweizerkrankheit)?

Il laureando Hofer in realtà la parola giusta ce l’aveva già, e già corrente: Heimweh — ‘mal di casa’.
E però era una parola tedesca. Se nell’evo moderno discettiamo di medicina, servono le lingue classiche, al che Hofer si stillò il cervello (e pasticciò un po’) con elementi antichi.
Philopatridomania (‘follia da amor di patria’), Pothopatridalgia (‘dolore da frustrato amor di patria’), Nostomania (‘follia da ritorno a casa’)?
Sono parole che seminò, ma per il titolo scelse nostalgia: Dissertatio medica de nostalgia (sottotitolo per intendersi, Vulgo Heimweh).

La costruzione è relativamente semplice, e per un orecchio avvezzo al greco è piuttosto ficcante. Ora, -algia, in medicina, indica il dolore (da álgos), e dà forma ai nostri più variegati patemi. 
Nóstos è meno diffuso nelle composizioni profane ma spicca per altezza: nóstoi in greco sono i ritorni’, ma potevano essere specificamente i racconti dei ritorni da Troia dei singoli eroi — l’Odissea è il nóstos più celebre.
La nostalgia è il dolore di un ritorno che odora di Ritorno con la maiuscola, e c’è chi avanza che il greco nóstos sia da collegare a una radice protoindoeuropea ricostruita come nes-, che indica il ‘ritornare salvi a casa’.

La nostalgia nasce come malattia, quindi. E lo rimane per due secoli, fino all’inizio del Novecento. Anche quando la troviamo in letteratura continua ad avere una sfumatura patologica, una tristezza che nasce dalla lontananza dai propri luoghi e che si fa malattia. Poi si smussa.

Si smussa la concezione patologica della nostalgia, che si avvicina a un genere di malinconia.
E si sfoca il riferimento a ‘casa’ — in un certo senso si arricchisce, perché la lontananza inizia a implicare anche, e soprattutto, una lontananza nel tempo. Desiderio malinconico del passato.

La nostalgia però ha l’aria di una certa tenerezza di sé, che rilegge e forse comprende (o crede di comprendere) per la prima volta appieno qualcosa della propria storia — si ha nostalgia anche della noia, della difficoltà.
Il passare del tempo fa dimenticare, la dimenticanza lascia lo spazio necessario ala costruzione di un racconto di noi, racconto di una memoria. Ma la nostra nostalgia — desiderio malinconico del passato — è nostalgia di sé, del mistero dei sei, dei quattordici, dei venti anni che abbiamo testimoniato e che non possiamo ripetere.

12 pensieri riguardo “Nostalgia

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  1. Daddy nostalgia, un film stupendo, pieno di emozioni tra le quali spicca la nostalgia, sentimento dolcissimo e tristissimo al contempo : la nostalgia del padre anche mentre vive ancora, nostalgia di casa, della vita passata insieme, la dolcezza di aver vissuto un rapporto straordinario, unico…
    La nostalgia del proprio padre.

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  2. Nel post la cosa è molto semplificata, ma sì, lo è (come tante altre non gravi, eh).
    Io ne soffro, e per una persona in particolare che per me è stata molto importante.
    Sono passati quasi 35 anni e ancora mi manca tanto.

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  3. Personalmente non sono nostalgica qualche volta magari mi orna alla mente un periodo passato, i miei genitori però sono ricordi piacevoli e al di là di tutto la vita va avanti, deve andare avanti incontrando anchenuovi momenti piacevoli 😊

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