
Sapevate che il nome del “bidet“ porta un nome che in francese antico si traduce con “pony“? La parola evoca infatti l’azione del cavalcare, proprio per la posizione che si assume utilizzando questo oggetto.
da immobiliare.it (sito prestigiosissimo…)
I primi esemplari di bidet sono comparsi in Francia tra il 1600 e il 1700, ideati da Christophe de Rosiers (anche se non sempre le fonti concordano sulla paternità di de Rosiers).
Nonostante le sue nobili, origini e il fatto che per lungo tempo sia stato un elemento presente nella reggia di Versailles, il bidet non ha però mantenuto la sua popolarità in Francia, e oggi sembra essere sparito da tutte le case francesi.

Luigi XIV nel 1685, anno della revoca dell’editto di Nantes.
Henri Testelin – Pubblico dominio, wikimedia.orgwindex
Inizialmente furono installati nelle case dell’aristocrazia. L’invenzione si diffuse rapidamente, anche se il suo successo ebbe vita breve. L’igiene personale non era infatti la prima preoccupazione dei reali francesi: pare che il Re Sole, consigliato dai medici, non volesse lavarsi per paura di contrarre malattie; una leggenda vuole addirittura che Luigi XIV si sia immerso in una vasca da bagno solo 3 volte in tutta la sua vita, e che la tanto decantata arte profumiera francese, derivi proprio dal rifiuto nobiliare nell’utilizzo di acqua e sapone.
Sempre secondo i documenti storici, le uniche persone interessate a lavarsi le parti intime erano le prostitute, e con il tempo il bidet ha iniziato a essere associato a comportamenti ritenuti immorali, essendo principalmente utilizzato nelle case di tolleranza.
Questa reputazione ha ulteriormente limitato la sua diffusione tra la popolazione francese. Nonostante nel ‘900 la cultura dell’igiene personale abbia fatto progressi significativi, nei bagni francesi il bidet è rimasto un oggetto di marginale importanza e a partire dagli anni ‘70 si è deciso di eliminarlo dalle abitazioni, anche per motivi economici e di spazio. Se dovesse capitarvi di entrare in una casa francese e di trovare un bidet, molto probabilmente significherebbe che quella casa è antecedente agli anni ‘70, e non è mai stata ristrutturata.

Maria Carolina da bambina. Disegno di Jean-Étienne Liotard, 1762.
Musée d’art et d’histoire di Ginevra.
Al contrario, in Italia, il bidet ha trovato una seconda casa.
Fu Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, regina di Napoli, a volerne uno nella sua camera da letto, promuovendo l’uso del bidet nella Reggia di Caserta durante il XVIII secolo. Fu quindi grazie a lei che l’utilizzo del bidet si diffuse nel resto del Paese fino ai giorni nostri, quando è diventato addirittura obbligatorio per legge.
Mentre oggi in Francia il bidet è (forse) presente solo nelle case di vecchia costruzione e non nei nuovi edifici, in Italia rimane un elemento essenziale. Altri paesi, come il Giappone, hanno per esempio adottato tecnologie alternative come il washlet, che combina le funzionalità del bidet e del WC in un unico apparato.

TOTO® WASHLET® C2
Ecco perché, nonostante la sua origine francese, l’invenzione del bidet ha avuto successo in Italia e in altre parti del mondo, dimostrando come differenze culturali, credenze o paure infondate, possano influenzare l’adozione e l’utilizzo o meno di questi oggetti.

Mi pare proprio di sì!!! Bisogna fare una rivoluzione e cambiare tutto 😀
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E sono molto più igieniche 🙂
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Viste: comodissime! Che ci vorrebbe a metterle, in assenza di bidet? Mah
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Eh no, devi vederle. Prova a cercarle su Internet, accanto alla voce disabili.
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Mai viste!
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esistono le doccette accanto al wc (nate per disabili ma ora sempre più utilizzate da un vasto pubblico)
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😀
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In tutta la Scandinavia il bidet non esiste.
Ora mi devono spiegare come fanno con quel gelo fisso l’intero anno a farsi la doccia ogni volt che c…….
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C’è solo nei paesi latini escluso la Francia
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Pure!
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Eh, direi proprio di sì…
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In tutti i paesi germanofoni il bidet non c’è e non è mai esistito, se non ricordo male. Nella svizzera tedesca e francese non c’è. Anzi negli alberghi al posto del WC c’è quello che si chiama alla turca, non molto comodo.
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Un po’ anni fa sono stata a Berlino, ospite di un’amica italiana sposata con un tedesco. Un giorno parlando con suo marito dell’assenza del bidet in bagno lui disse che i tedeschi fanno sempre il bagno o la doccia. Beh…siccome ero ospite non ho ribattuto, ma la risposta è stata veramente ridicola. 🙂
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Ci vuole una certa dimestichezza
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E ci credo! Bella, la storiella. L’ungherese puliva i panni ma forse non…
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Io non l’ho trovato a Zurigo e, una volta, anche a Milano! Non è molto comodo accovacciarsi sul bordo della doccia e usare il “telefono” (e poi rialzarsi da laggiù 😀 )
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Ho ereditato un piccolo appartamento e lo affitto. La precedente inquilina, ungherese, mi chiese di poter togliere il bidet dal bagno per mettere invece la lavatrice. (Purtroppo il bagno è piccolo e non c’era spazio altrimenti). Quando è andata via, ho lasciato le cose com’erano. Il nuovo inquilino ha visto la casa, gli è piacuta e l’ha affittata. Dopo un paio di giorni che si era trasferito mi telefona, un po’ imbarazzato, dicendomi che si era accorto solo ora che non c’era il bidet… Gli ho spiegato tutto e gli ho detto che si poteva rimettere, togliendo la lavatrice, e lui ha detto che preferiva il bidet. 🙂
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durante un viaggio di lavoro in francia ho trovato nella stanza d’albergo un bidet su rotelle, tipo quello della prima foto
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