Centre Pompidou

31 gennaio 1977: il Centro nazionale d’arte e cultura Georges-Pompidou, voluto fortemente dal presidente della Repubblica francese, fu inaugurato a Parigi da Valéry Giscard d’Estaing. Un’architettura impressionante firmata da Renzo Piano e Richard Rogers.

da radiofrance – france culture,
fanpage e centrepompidou

Immagine: radiofrance.

Facciate di vetro trasparente, e l’ambizione di dedicarne gli spazi solo alle arti moderne, plastiche, di design, cinema, musica…
Inutile dire che le reazioni dei critici dell’arte e della stampa, scettiche o entusiastiche, non si sono fatte attendere.
I parigini lo chiamano “l’astronave”.
Molti lo considerarono un pugno in un occhio, se osservato nell’insieme del delicato paesaggio parigino, alcuni lo definirono addirittura grottesco. Ma tanti, capirono subito di trovarsi di fronte ad una novità assoluta, a un rovesciamento totale dell’architettura mondiale. E non solo dal punto di vista strettamente strutturale: anche per quello che il Centre Pompidou ha sempre inteso rappresentare a livello culturale.

Oltre alle importantissime mostre temporanee organizzate ogni anno, che spaziano dai grandi maestri moderni fino ai contemporanei, la collezione del museo conserva grandissimi capolavori: ben dodici opere di Marc Chagall, fra cui “Il passaggio del Mar Rosso”, “Le nozze” e “Resurrezione”, “La camicetta rumena” e “La tristezza del re” di Henri Matisse, opere di Picasso come “La musa” e “Arlecchino” e un grande numero di capolavori di Vasilij Kandinskij, fra cui “Giallo, rosso, blu”, “Accento in rosa” e “Blu di cielo”.
Il centro ha festeggiato nel 2017 il suo compleanno con un importante intervento di riallestimento e una serie di interventi di manutenzione, programmati fra il 2018 e il 2020, del valore di oltre cento milioni di euro. Anche se i restauri non intendono intaccare la struttura originaria e i famosi tubi colorati che caratterizzano da sempre il Pompidou nell’immaginario collettivo, si è resa necessaria la sostituzione del famoso “bruco”, la scala mobile che si snoda fino alla parte anteriore dell’edificio.


Metamorfosi per il Centre Pompidou di Parigi: svelato il progetto del cambiamento

Rappresentazione artistica della piazza sul lato sud, Centre Pompidou
(© Moreau Kusunoki in collaborazione con Frida Escobedo Studio)

A Parigi al via un importante processo di riqualificazione del Centre Pompidou. L’iconica architettura high-tech inserita nel quartiere Beaubourg, progettata da Renzo Piano e Richard Rogers, è pronta alla metamorfosi. La chiusura al pubblico è prevista per settembre 2025, con inizio dei lavori ad aprile 2026.

da un articolo di Dalila Cuoghi
ingenio, 21 giugno 2024

Soprannominato anche Beaubourg, dal nome del quartiere in cui si trova, tra il Marais e Les Halles, questo edificio è diventato un’icona dell’architettura del XX secolo. Oggi è tra i musei più visitati al mondo, conosciuto per essere un sofisticato contenitore urbano di arte moderna.

Una architettura sfrontata, una non convenzionale che mostra apertamente la complessità della macchina che la rende viva anziché cercare di nasconderla.

Rappresentazione artistica, Centre Pompidou
(© Moreau Kusunoki in collaborazione con Frida Escobedo Studio)

Gli impianti che alimentano quotidianamente l’edificio, ovvero le condotte di ventilazione e riscaldamento, le tubature del gas e dell’acqua, le scale mobili e gli ascensori che collegano i vari piani dell’edificio, sono stati tutti messi in evidenza in facciata caratterizzando l’identità distintiva dell’intera architettura. Un approccio progettuale che ha consentito di ottenere superfici libere di circa 7.500 mq ad ogni piano dell’edificio.

L’acciaio della struttura, il vetro e i colori che distinguono gli impianti di servizio e distribuzione, come il blu per il sistema di climatizzazione, il giallo per l’impianto elettrico, il rosso per la circolazione (scale mobili e ascensori) e il verde per i circuiti dell’acqua, caratterizzano l’involucro architettonico di questo grande parallelepipedo alto 42 metri, lungo 166 metri e largo 60 metri.

Oggi, dopo quasi mezzo secolo dalla sua inaugurazione, il Centre Pompidou ha bisogno di essere ristrutturato per garantirne la longevità. Già 25 anni fa, Renzo Piano si prese cura della sua architettura con un importante intervento di ristrutturazione, culminato con una nuova inaugurazione avvenuta il 1º gennaio 2000, non in un giorno qualsiasi dell’anno ma bensì nel giorno che segna l’inizio di un nuovo millennio.

Presentato il progetto di restyling

«Nel rispetto dell’architettura attuale dell’edificio, senza costruzioni o estensioni aggiuntive, il Centre Pompidou fa una scelta eco-responsabile» ha dichiarato Laurent Le Bon, Presidente del Centre Pompidou, in sede di conferenza stampa il 20 giugno 2024.

Come dichiarato dal Presidente Le Bon, lo spirito che animerà il grande progetto “Centre Pompidou 2030” sarà quello di combinare soluzioni tecniche innovative con un approccio culturale all’avanguardia.

Gli architetti che hanno accettato la sfida del rinnovamento

Il gruppo di architetti che affronterà questa sfida è lo studio Moreau Kusunoki, in collaborazione con Frida Escobedo Studio e AIA Life Designers. Questa metamorfosi sarà una tappa decisiva, a più di cinquant’anni dall’inaugurazione del Beaubourg.

11 pensieri riguardo “Centre Pompidou

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  1. Per non parlare della collezione permanente. Ho letto che verrà sostituita la scala mobile, ma non ho capito con cosa…
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  2. Sono d’accordo con chi lo definisce magnifico, a partire dalla scala mobile che rivela pian piano i monumenti più iconici di Parigi. Ma questo museo ha anche un grande pregio: le mostre che ospita sono così ben strutturate e spiegate che si entra per vedere anche un artista sconosciuto e si esce che lo si conosce perfettamente e, soprattutto, se ne capisce l’evoluzione. Spiace che chiuda per così tanto tempo (p.s. alle volte il blog non accetta i miei commenti)

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