MacArthur e il Giappone

Dopo la resa, il Giappone fu posto sotto l’occupazione degli Stati Uniti attraverso il Comando supremo delle forze alleate, guidato dal generale D. MacArthur, che si avvalse per l’opera di governo e di amministrazione di politici e funzionari civili giapponesi. La prima priorità del generale fu quella di stabilire una rete per la distribuzione del cibo.

traduzione e adattamento da
Pacific Paratrooper, blog di informazione
sulla storia della guerra nel Pacifico


Immagine anteprima e del Generale MacArthur con l’imperatore giapponese Hiroito: da Pacific Paratrooper.


Breve introduzione (inserita da FA minore)

Il regno di Hirohito vide l’affermazione di un blocco di potere formato dalla burocrazia civile e militare, dagli zaibatsu e dalla corte imperiale che impose un regime totalitario fino al 1945. Il tennōsei fashizumu (fascismo del sistema imperiale) si caratterizzò rispetto ai casi italiano e tedesco per l’assenza del dittatore, il cui ruolo fu surrogato dal carisma dell’imperatore.

Al consolidamento del regime fece riscontro una più accentuata spinta imperialista. Nel 1931 il Giappone invase la Manciuria, nel 1937 la Cina e nel 1940 occupò il Vietnam meridionale.

All’espansione giapponese tentarono di porre un freno gli USA, che proclamarono l’embargo economico a esclusione dei prodotti petroliferi. La risposta di Tokyo, che, uscita dalla Società delle Nazioni nel 1940 aveva firmato il patto tripartito con Italia e Germania, si sostanziò nell’attacco alla base navale di Pearl Harbor senza che fosse notificata a Washington la dichiarazione di guerra (7 dicembre 1941).
Dopo gli iniziali successi, le sorti del conflitto volsero a sfavore del Giappone, che il 15 agosto 1945, dopo la dichiarazione di guerra dell’URSS (8 agosto) e i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki (6 e 9 agosto), accettò la resa incondizionata, firmata il 2 settembre.

Dopo la resa, il Giappone fu posto sotto l’occupazione degli Stati Uniti attraverso il Comando supremo delle forze alleate, guidato dal generale D. MacArthur, che si avvalse per l’opera di governo e di amministrazione di politici e funzionari civili giapponesi.
Una Commissione per l’Estremo Oriente era preposta a vigilare sull’applicazione del programma di demilitarizzazione e democratizzazione del paese, secondo le linee politiche elaborate dal governo statunitense.

Il generale MacArthur nel 1930, capo di Stato Maggiore dell’esercito, diresse una campagna intesa a potenziare le tre forze armate per l’evenienza di un conflitto con Giappone e Germania.

Il 26 luglio 1941 il generale fu nominato comandante delle forze americane in Estremo Oriente. Dopo l’aggressione giapponese, come comandante delle forze alleate del Pacifico, per ordine del presidente Roosevelt assunse la direzione delle operazioni, rivolte (fino all’agosto del 1942) a rallentare la marcia dei Nipponici.
Nel 1944 il Giappone precipitò verso la disfatta e il generale impose il 14 agosto la resa incondizionata al Giappone, sottoscritta alla sua presenza il 2 settembre, sulla tolda della corazzata Missouri, ancorata nella baia di Tōkyō.

Il primo atto di rilievo politico del Comando fu l’emanazione della Carta dei diritti civili, con cui si affermarono per la prima volta nel paese i fondamenti della vita democratica. Furono ricostituiti partiti e sindacati, esteso il diritto di voto alle donne, eletta un’assemblea costituente che approvò una Costituzione (in vigore nel 1947) ispirata da Washington.
Hirohito, con la motivazione che il suo ruolo trascendente la politica gli aveva impedito qualsiasi intervento sulle decisioni del blocco di potere, non fu chiamato a rispondere di fronte al Tribunale di Tokyo che processò i criminali di guerra, e mantenne il titolo imperiale fino alla morte (1989).

Dopo la firma del Trattato di pace di San Francisco (1951), non sottoscritto da URSS, Cina e India, il Giappone riconquistò la piena indipendenza (1952).

da Enciclopedia Treccani


In seguito al crollo del governo in carica e della distruzione delle maggiori città, praticamente tutti facevano la fame, anche con l’adozione di queste misure, per molti anni dopo la resa.
Come dichiarò Kawai Kazuo, “la democrazia non può essere insegnata a chi muore di fame”.  

Il governo statunitense incoraggiò riforme democratiche in Giappone, contribuendo con milioni di dollari in aiuti alimentari, ma i costi dell’occupazione schiacciavano l’amministrazione locale.

Inizialmente, il governo americano si fece carico dell’emergenza alimentare con i fondi del “Government and Relief in Occupied Areas  (GARIOA)”: nell’anno amministrativo 1946, questi aiuti ammontavano a 92 milioni di dollari in prestiti. Dal mese di aprile, anche alle organizzazioni private autorizzate fu permesso di fornire soccorsi.

Dopo la creazione della rete per gli aiuti alimentari, MacArthur cercò di guadagnarsi il sostegno di Hirohito. I due si incontrarono per la prima volta il 27 settembre, e la fotografia scattata insieme è una delle più famose della storia giapponese.

Alcuni restarono scioccati dal fatto che per incontrare l’imperatore MacArthur indossasse la sua uniforme di servizio, senza cravatta, invece dell’uniforme militare.

Il generale, con l’approvazione del monarca giapponese, aveva argomenti sufficienti per avviare il vero programma di occupazione.
Mentre altri leader politici e militari alleati chiedevano che Hirohito fosse processato per crimini di guerra, MacArthur si oppose, sostenendo che un’accusa di questo tipo sarebbe stata considerata estremamente impopolare dal popolo giapponese.
Respinse anche le richieste di membri della famiglia imperiale, come i principi Mikasa e Higashikuni e quelle di intellettuali come Tatsuji Miyoshi, che volevano l’abdicazione dell’imperatore.

Alla fine del 1945, oltre 350.000 risorse statunitensi furono dislocate in tutto il Giappone. All’inizio del 1946, nuove truppe arrivarono in gran numero nel paese e furono assegnate all’Ottava Armata di MacArthur di stanza a Tokyo.

Tra le isole principali del Giappone, Kyushu era occupata dalla 24esima Divisione di fanteria, incaricata di controllare anche Shikoku. Honshu fu occupata dalla Prima Divisione di cavalleria e Hokkaido dall’undicesima Divisione aerea.
A giugno del 1950, tutte queste divisioni subirono delle drastiche riduzioni e la loro efficacia di combattimento ne fu molto indebolita.

Quando la Corea del Nord invase la Corea del Sud nella guerra di Corea, gruppi della 24esima divisione furono spostati per combattere l’invasione, ma le truppe, senza esperienza, subirono ingenti perdite e dovettero ritirarsi fino all’arrivo di altre truppe d’occupazione giapponesi.

Mappa della British Commonwealth Occupation Force (1946).
Immagine: Journal of Maritime Archaeology, courtesy of Kim Bagot.

La British Commonwealth Occupation Force (BCOF), formata da australiani, britannici, indiani e neozelandesi, il 21 febbraio 1946 era responsabile della supervisione della smilitarizzazione e dello smaltimento dell’industria di guerra giapponese, mentre le forze statunitensi mantenevano il controllo complessivo dell’occupazione.
BCOF, che si era stabilita a Kure, era anche incaricata di occupare numerose prefetture occidentali.  Al suo apice, la forza contava circa 40.000 unità. Nel 1947, BCOF iniziò a ridurre le sue attività in Giappone, che terminarono ufficialmente nel 1951.

Operazione Lewisite, zona di occupazione BCOF, maggio-novembre 1946.
Distruzione di circa 22.000 tonnellate di gas velenosi
a Tadanoumi, secondo arsenale militare di Tokyo.
Immagine: Journal of Maritime Archaeology,
courtesy The Australian War Memorial.

Anche la Far Eastern Commission e il Consiglio degli Alleati furono istituiti per supervisionare l’occupazione del Giappone.
Il Consiglio multilaterale alleato fu proposto dal governo sovietico addirittura nel settembre del 1945, e in parte fu supportato dai governi britannici, francese e cinese.

9 pensieri riguardo “MacArthur e il Giappone

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